Hotel Les Neiges D Antan | Un hotel a Cervinia che fa dell'accoglienza un'arte
Les Neiges d’Antan è un hotel a Cervinia, ai piedi della montagna che domina questa zona, dove si respira un’atmosfera accogliente, informale e confortevole
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Una storia di famiglia

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Bich è un cognome molto diffuso a Cervinia. Ma questa famiglia Bich non è per niente comune.

 

Siamo agli inizi del ‘900: il bisnonno Elia fa il sarto, ed è il papà di tredici figli.
Uno di loro, Edoardo, muore in montagna a soli 24 anni.

Per commemorarlo, Elia costruisce il rifugio-albergo Edoardo Bich,
proprio sotto il Cervino, davanti alla montagna e al panorama
che il suo povero figlio amava più di ogni altra cosa al mondo.

Il rifugio-albergo apre nel 1932, quindi sono più di ottant’anni
che la famiglia Bich accoglie viaggiatori, sciatori, escursionisti
nel posto più bello di Cervinia.

Elia dirige il Rifugio insieme al figlio Graziano,
nonno di quel Ludovico Bich che oggi è l’anima delle Neiges d’Antan.

Negli anni ’60, nel pieno del boom e della dolce vita, Cervinia si trasforma.
Il vecchio Rifugio non è più adatto ad accogliere di una clientela
che si fa ogni giorno più elegante, sofisticata ed esigente.
Ma nonno Graziano vuole continuare a distinguersi.
E insieme a suo figlio Maurizio pensa al suo hotel ideale:
non un hotel uguale a tutti quelli che a Cervinia
stavano spuntando come funghi, ma un posto speciale.
Un posto pensato per accogliere le persone come a casa, con il calore del legno e dell’ospitalità,
fuori dal traffico di Cervinia e circondato solo dalla bellezza della natura.
Un autentico chalet di montagna, solo un po’ più grande
per poter contenere le camere, gli spazi e i servizi di un vero hotel.

Così il 5 agosto 1972 apre Les Neiges d’Antan.


E la storia delle Neiges d’Antan è la storia di Maurizio Bich.

 

Personaggio leggendario, questo Maurizio

 

Il primo essere umano a nascere nella neonata Cervinia, nel 1936:
vide il suo primo raggio di luce dalla finestra dell’albergo-rifugio Edoardo Bich, ovviamente rivolta verso il Cervino.

 

Oste, chansonnier, letterato, intrattenitore, scendeva da Cervinia
per partecipare a numerosi programmi radiofonici e televisivi.
Memorabile nel 1971 quando andò a vincere a Roma la sfida gastronomica
Rai condotta dal grande Luigi Veronelli nel programma
“Colazione allo studio 7”: la sua Seuppa alla Valpellinentze sbaragliò
gli Spaghetti alla Carbonara del mitico Moro di Roma (che giocava in casa).
Un precursore dei vari MasterChef e cuochi televisivi di oggi.

Sempre per la Rai, musicò insieme al cantastorie Otello Profazio
l’adattamento radiofonico del romanzo “Prima che il gallo canti”
di Cesare Pavese.

Le sue passioni erano la cucina, la musica, la letteratura, la poesia.
E proprio con una poesia ha voluto chiamare la sua creatura,
l’hotel Les Neiges d’Antan.

 

Un hotel nato da una poesia

 

Les Neiges d’Antan sono parole del poeta medievale francese François Villon.
Il primo poeta maledetto della storia. Forse il più maledetto di tutti.

Ladro di tesori di un convento, uccisore di un prete durante una rissa
per una donna, arrestato, torturato, condannato all’impiccagione, graziato,
bandito da Parigi e vagabondo per le strade di Francia.

Un poeta che ha ispirato poeti, scrittori e musicisti.

Robert Louis Stevenson scrisse un racconto che aveva come protagonista
François Villon in fuga: “Un tetto per la notte”.

Rabelais fece di Villon un personaggio dei suoi romanzi.

Bertold Brecht usò parole e storie di Villon
in due opere teatrali, Baal e L’Opera da Tre Soldi.

Fabrizio De André cantò La Ballata degli Impiccati ispirata
a una poesia di Villon.

E Georges Brassens, il celebre chansonnier francese che Maurizio Bich
amava, aveva messo in musica proprio la poesia che contiene queste parole:
“Mais où sont les neiges d’antan?”. E’ la Ballade des dames du temps jadis,
la Ballata delle Donne dei Tempi Andati.

«Mais où sont les neiges d’antan?» “Dove sono le nevi di una volta?” Villon
paragonava malinconicamente le nevi ormai disciolte
agli amori passati e perduti.

Per fortuna Les Neiges d’Antan sono un amore che non si perde.

Ludovico Bich

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L’anima de Les Neiges d’Antan Hotel Cervinia

 

Quando mi fanno una radiografia, dentro di me si vedono
Les Neiges d’Antan.
E’ il mio hotel. E’ la mia vita.
Ma cominciamo dall’inizio.

 

Sono nato ad Aosta e a un mese di vita, i miei mi portano a Cervinia, nella
casa dei nonni al Cret, in quello che diventerà, 10 anni più tardi,
il bar dell’hotel Les Neiges d’Antan.

 


A 3 anni
non dico ancora una parola, e così nonna Pierina,
detta “Mamie”, mi porta in un santuario in Val d’Ayas
dove si diceva che per miracolo venisse donata la parola ai muti.
Funziona.
La prima parola che pronuncio è bleu: “blu” in francese.

 

Da qui in avanti comincia la mia vita di piccolo albergatore: fino ai 10 anni
cresco nei vari locali che papà Maurizio e mamma Carmen gestiscono in giro
per la Valle. Il più celebre è il Grenier di Saint-Vincent, ritrovo di cantanti
durante il Disco per l’Estate e di celebrità durante il Premio per il Cinema,
quello della leggendaria Grolla d’Oro.

 


Il 10 agosto del 1972 viene inaugurato Les Neiges d’Antan
, l’hotel
a Cervinia che corona il sogno di nonno Graziano e la storia della famiglia
Bich. Per fortuna, nonno Graziano non dette ascolto a coloro che dicevano
che era una pazzia costruire un hotel così isolato: quando cominciarono i
lavori non c’era ancora la strada!

 


Les Neiges d’Antan diventa subito la mia casa:
ogni tanto mi rendo
utile al bar, ma soprattutto organizzo castagnate per gli ospiti, che fanno
infuriare mio papà, che non le ritiene in linea con lo stile elegante
che ha dato all’albergo.

 

Negli anni delle elementari e delle medie, oltre a cercare di farmi
promuovere a scuola, inizio lo sci agonistico con lo Sci Club Cervino.

 

Dopo aver frequentato la scuola dell’obbligo, mi iscrivo all’IPR di Saint
Vincent per studiare hotellerie, ma dopo il primo anno decido che è meglio
imparare sul campo, così mi dedico all’hotel di famiglia, che comincio a
sentire sempre più mio.

 


All’età di 17 anni
, con l’aiuto dei nonni Bienvenu e Vanna e del mitico Luigi
ho l’impegno di portare avanti l’hotel nei periodi in cui i miei genitori si
recano a Parigi, nella loro seconda casa.

 

Nei periodi di bassa stagione vado prima a Nottingham in Inghilterra a
imparare l’inglese poi, dopo la naia, a Berlino per imparare il tedesco.

 

Proprio la Berlino dei primi anni ‘80 è il posto che plasma il mio carattere e
i miei gusti. Divido il mio tempo tra la Deutsche Opera, la Berliner
Philharmonie e i più malfamati club underground
della Neue Deutsche Welle berlinese.

 


E’ qui che imparo a fotografare
con la macchina regalatami da papà Maurizio,
una passione che mi porterà a frequentare corsi di fotografia e poi a esporre,
pubblicare e vendere le mie fotografie d’autore.

 


Rientrando in Valle d’Aosta,
il contrasto con la movimentata Berlino
si fa ancora più forte, perché decido di gestire con due amici un piccolo
albergo a Chamois, un comune raggiungibile soltanto in funiva,
quindi in cui non passa nessuna auto.

 


Il bar dell’albergo di Chamois
diventa il punto di ritrovo di tutto il paese;
con l’ausilio del mitico Bielli riesco a tenerlo aperto 24 ore su 24.
Sono gli “anni d’oro di Chamois”, e in questo splendido isolamento
mi appassiono alle erbe alpine, le raccolgo e le propongo ai miei ospiti
come elisir gustativi e benefici.

 

Dopo qualche anno di allegria ed entusiasmo, Chamois comincia a starmi
un po’ stretta, mi manca quella clientela internazionale e raffinata,
che esige tutte le attenzioni che ormai mi sento in grado di offrire,
sia per l’esperienza che ho accumulato, sia per il DNA alberghiero dei Bich.

 

Da buon figliol prodigo rientro quindi alle Neiges d’Antan, con un diploma
da sommelier che intanto si è aggiunto al mio bagaglio di competenze.

 


Adesso la vita cambia davvero.
Una foto che mi ritrae arriva nelle mani
di Frida, sorella di un amico dei miei fratelli, che si innamora di me
a prima vista; inizia uno scambio epistolare come nei romanzi ottocenteschi
e dopo meno di un mese ci conosciamo.

 


Passano nove mesi e pochi giorni, e nasce Lorenzo.

 


3 anni dopo Frida
mi regala una bara d’epoca napoleonica.
Ne rimango un po’ perplesso (a scuola non avevo imparato a memoria
i versi di Leopardi “fratelli, a un tempo stesso,
Amore e Morte
ingenerò la sorte”) e, non sapendo cosa farmene,
la metto nell’enoteca dell’albergo,
la illumino all’interno e la riempio di bottiglie di San Pellegrino.

Poi io e Frida ci separiamo, ma la bara è ancora oggi nella cantina
delle Neiges d’Antan.
Per me ricomincia l’allegra vita di prima a Les Neiges d’Antan, sotto l’ala dei miei genitori, sempre più stanchi.
Nel 1996 porto a termine l’edizione del monumentale libro Whimper Carrel & Company, 400 foto di alpinisti ritratti accanto alla croce in vetta al Cervino. E’ considerato uno dei 10 libri fondamentali sulla montagna che ha visto nascere l’alpinismo moderno, ed è l’unico scritto da un autoctono.
Nel 1998, per combattere la depressione, cammino da solo fino a Santiago de Compostela per 750 km. Lungo il cammino realizzo un reportage fotografico che viene esposto alla Biblioteca Regionale di Aosta, al museo Ken Damy di Brescia, e al festival internazionale di fotografia di Dunkerque (Francia).
Il 17 gennaio 1999, al termine della festa patronale di Valtournenche, conosco Liudmila, la donna che mi permetterà di mandare in meritato riposo papà Maurizio e mamma Carmen e che prenderà con me le redini dell’hotel Les Neiges d’Antan.
Con i consigli del mio grande amico Paolo Navillod, anno dopo anno trasformo Les Neiges d’Antan per farlo diventare quello che è ora: un albergo come non ce n’è un altro nelle Alpi.
Dopo 7 anni di convivenza, io e Liudmila ci lasciamo, come coppia ma non come colleghi, perché Liudmila continua a lavorare alle Neiges (per fortuna!)

Negli ultimi 10 anni, smetto di bere e fumare, divento vegano. In un percorso di purificazione interiore in ogni senso, nel 2008 vado in Giappone da solo, l’unica compagna è la mia macchina fotografica. Qui parto a piedi dal centro di Tokyo, per un trekking urbano di 100 km attraverso una delle aree urbane più popolate al mondo: Tokyo, Kawasaki e Yokohama, e arrivo fino alla cima del monte Fuji a 3800 metri.

A proposito di passioni, ecco le mie: sci, snowboard, mountain bike. Tutti sport che hanno in comune un’anima free-ride e che posso praticare sulle montagne in cui sono nato, in compagnia del mio cane Hansel, dei miei amici e dei più avventurosi ospiti delle Neiges d’Antan.

Il 21 dicembre 2011, il giorno più corto dell’anno, nella notte più lunga dell’anno, muore papà Maurizio, primo nato a Cervinia, padre de Les Neiges d’Antan.
Da questo momento sono ufficialmente io il padrone di casa, senza il suo aiuto, la sua guida, le sue storie, i suoi consigli.
E come oste, cerco di continuare la storia di famiglia, seguendo lo spirito di casa Bich: essere felice di far felici i clienti e chi mi sta intorno. Compresi i miei collaboratori, sempre gli stessi da anni.
Per far felice il cliente miglioro di anno in anno i servizi e la mia casa, così migliorando Les Neiges d’Antan faccio felice il cliente e il cliente felice rende felice me. Insomma, un volano di felicità!

Les Neiges d’Antan è sempre stata contemporaneamente la casa della mia famiglia e un luogo di lavoro. Anche Luca e Lucia, i miei fratelli, dopo essersi laureati hanno dato il loro apporto alla causa di nonno Graziano.
Per un albergatore gli orari di lavoro nella propria casa occupano i due terzi del giorno: normale che la vita privata e il lavoro diventino tutt’uno.
Io vivo in simbiosi con l’hotel di Cervinia che mi ha visto crescere da quando avevo 1 mese. Se mi volete incontrare, venite nella Spa dalle 18,30 alle 19,30: mi troverete di sicuro, in particolare nella mia amata sauna che ho sognato e costruito in assoluta fedeltà alle regole scandinave, o nella tinozza ghiacciata.
E’ un momento sacro per me, e me lo concedo ogni giorno: mi travesto da ospite e mi godo il benessere e l’atmosfera delle Neiges d’Antan. E’ una sensazione magnifica, sentirsi in vacanza a casa propria. E’ proprio la sensazione che voglio far vivere agli ospiti dell’hotel creato da mio nonno, Les Neiges d’Antan.

Ludovico Bich

Lounge

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Momenti da assaporare davanti al fuoco

I divani, le poltrone, il camino, le candele.
Amore a prima vista.
Difficile immaginare un ambiente più accogliente.
La lounge, con il suo camino che viene acceso ogni pomeriggio, è il punto di ritrovo irrinunciabile per chi frequenta Les Neiges d’Antan.
A seconda dello stato d’animo, è uno spazio che sa essere intimo o conviviale, romantico o rilassante, divertente o seducente.
E’ il cuore dell’hotel, nel senso che è la zona più vissuta dagli ospiti, ma soprattutto perché è un posto che rimane nel cuore.
E tutto con una colonna sonora creata ad arte per sottolineare lo spirito del luogo e del momento, o che puoi decidere tu scegliendo tra gli LP di una collezione che spazia dal jazz alla classica, dal blues al rock vintage.
Sentiti a casa: aggiungi un ciocco di legna al grande camino e mettiti comodo per leggerti un libro, chiacchierare, ridere, sognare.
E mentre ti godi l’atmosfera di questo spazio magico, puoi gustarti una tisana di erbe raccolte in montagna, un bicchiere di vino, un liquore.
Non vorresti più andare via.

Bar

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Un bar d’atmosfera per un weekend speciale a Cervinia

Una vecchia casa in pietra e legno diventa un bar. Ai muri le foto di uomini passati, di storie di montagna, di tempi dove c’era quasi solo roccia e neve. Il camino è acceso. Capita che si senta Charles Trénet cantare La Mer.

È un bar dall’atmosfera speciale quello de Les Neiges d’Antan. Se passate almeno un weekend a Cervinia non dovrete mancare di fare una sosta qui. D’inverno ci si accomoda vicino al fuoco acceso, sorseggiando un calice di Champagne per aperitivo, mentre dopo cena si chiacchiera in compagnia di un buon distillato o della tipica grolla valdostana, preparata con maestria dal nostro barman.

Musica ricercata di sottofondo, vini e spumanti di qualità, cocktail preparati a regola d’arte, distillati pregiati… e un’atmosfera calda e accogliente. Che passiate a Cervinia un weekend estivo o una settimana bianca, troverete grande piacevolezza nel trascorrere la serata nell’affascinante bar de Les Neiges d’Antan.

Solarium

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Una terrazza affacciata sul Cervino

D’estate ci si trova a prendere il sole, a fare yoga, a leggere e a godersi magnifici istanti di dolcefarniente riempiendosi gli occhi del verde dei prati e dei boschi.
Per tutto il resto dell’anno è la neve a comandare. Ma niente brividi: quando tutto diventa bianco, chi ama sedersi all’aria aperta si lascia coccolare dalle poltrone con le pelli e le coperte.

Ecologia

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“Sono nato lo stesso anno in cui mio papà iniziò a progettare Les Neiges d’Antan.

Inevitabilmente, chi nasce e vive da sempre in un posto così ha un’attenzione speciale per l’ambiente.

In ogni cosa che faccio ho scelto di ridurre al minimo la mia impronta ambientale.

Les Neiges d’Antan è riscaldato a legna, così la neve intorno rimane più bianca e nell’aria rimane un profumo che sa di buono, di genuino, di pulito, di fiaba.

Sole e nocciole: questa la ricetta dell’acqua calda. I pannelli fotovoltaici sul tetto e la combustione naturale delle nocciole forniscono l’acqua calda all’intero hotel. Una combinazione termica decisamente originale, e soprattutto molto leggera per l’ambiente.

Quasi tutte le lampadine sono a basso consumo, e i temporizzatori della luce impediscono che stiano accese inutilmente. Anche nelle camere: quando esci estrai la chiave elettronica e si spengono tutte le luci.

Utilizzo detersivi biodegradabili, scelgo prodotti freschi a km 0 per avere più freschezza, aiutare i piccoli produttori locali e ridurre il traffico di camion sulle strade. A proposito di traffico: metto a tua disposizione il servizio navetta , così eviti di tenere l’auto accesa nell’infinito tempo di ricerca di un parcheggio a Cervinia o alle piste.

Perché tutto questo?

Perché è bello stare in un hotel accogliente. Ma è ancora meglio vivere in un bel pianeta.”

Ludovico Bich

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